Catalogo generale | Scheda libro | Brani tratti dal libro | Ordina
 

Massime dei Padri

Capitolo 1 Paragrafo 15

Shamai diceva: fa' del tuo studio un'occupazione abituale; parla poco ma fa' molto e accogli ogni persona con il volto sereno

Capitolo 2 Paragrafi 4 e 5

Egli soleva dire: fa' la volonta' di D-o come se fossse la tua, affinche' Egli faccia la tua volonta' come la Sua. Annulla la tua volonta' di fronte alla Sua, affinche' Egli annulli la volonta' degli altri di fronte alla tua. Hilel diceva: non ti separare dal pubblico; non avere fede in te stesso fino al giorno della tua morte; non giudicare il tuo compagno finche' non ti trovi nelle sue circostanze; non dire di una cosa che e' impossibile udirla, perche' infine anch'essa verra' udita; e non dire: studiero' quando ne avro' la possibilita', perche' potresti non averla.

Egli diceva inoltre: l'uomo incolto non puo' temere il peccato e l'ignorante non puo' essere pio. Il timido non e' in grado di imparare, e l'irascibile non e'capace di insegnare. Chi si occupa troppo di affari non puo' diventare dotto, ma laddove non ci sono uomini procura di essere tu uomo.

Capitolo 3 Paragrafi 1, 9 e 10

Tutto Israele ha una parte nel mondo futuro, com'e' scritto: tutto il tuo popolo e' costituito da zaddikim, e loro erediteranno la terra per sempre, sono il rampollo da Me piantato, l'opera delle Mie mani, dei quali mi vanto (Isaia 60, 21).

Rabbi Chanina' figlio di Dossa' diceva: in colui il quale il timore del peccato viene prima della sapienza, la sapienza si mantiene mentre non si mantiene in chi le da' la precedenza sul timore del peccato.

Egli soleva dire: quando le azioni di un uomo ne superano la sapienza, questa si mantiene; mentre non si mantiene nell' uomo in cui essa e' superiore alle sue azioni.

Egli inoltre soleva dire: chi e' accettato dagli uomini e' ben accetto anche da D-o; mentre chi non e' ben accettatto dagli uomini non lo e' nemmeno da D-o.

Rabbi Dossa' figlio di Harkinas diceva: il sonno del mattino, il vino del mezzogiorno, le chiacchere infatili e il frequentare riunioni di ignoranti traggono l'uomo fuori dal mondo.

Capitolo 5 Paragrafo 7

Sette cose caratterizano la persona rozza e sette il sapiente. Il sapiente non parla mai a chi gli e' superiore in scienza e in eta'; non entra nei discorsi degli altri; non si precipita a rispondere; fa domande relative al soggeto, risponde a proposito; parla prima di cio' che viene prima e per ultimo di cio' che viene ultimo; di quel che non sa dice di non sapere; rende omaggio alla verita'. Le caratteristiche opposte sono nella persona rozza.


Mamash Edizioni Ebraiche - Via Perosi, 3 - 20146 Milano - Tel. 02 422 97 888 Fax 02 700 566 894 - info@mamash.it

.